A Rigged Twist of Fate

Little Red Riding Scions

...and the Wolf.

Once again, Leo must rely on the Scions to handle some of his own business down at the Ashcroft Foundation. His ways of summoning them get weirder by the hour: an office would appear just out of nowhere in front of the Scions, a not so subtle invitation to listen to his task. As if the life of a Scion isn’t a ton of fun already, the PCs step into the portal and find themselves in Vancouver, Canada.

Yuliya, the Hades’s Scion they previously met in Nevada, works for the Ashcroft Foundation, whose task is to monitor and possibly stop any Titan activity. She’s disappeared, though, and Leo wants the Scions to find out what’s happened. After all, Yuliya is not a rookie and thinking she might have fallen into a trap or something is rather disturbing. Last time she checked in with the Foundation she was following a lead north of Vancouver, in a small hunting town up in the mountains. The town, however, is empty and silent. The only ones welcoming the PCs are some rabid wolves, clearly mutated, who assault the party. After dispatching of the animals, the Scions get a glimpse of a bigger, more threatening wolf up on a hill; unsure whether it was a vision or not, they start investigating. Yuliya definitely spent some time at the local hotel; some carvings found in the rooms point to a ritual, something connected to necromancy. Looks like Yuliya sensed some danger for she was about to rise an army of undead for personal protection. However, she vanished before she could perform the ritual. The Scions’ first logical stop is a Native-American burial ground not far from town.
As they check on the graves, a guardian spirit greets them. Though not hostile he wants the tombs to be left alone. The PCs comply and ask for information about Yuliya. The Guardian has indeed seen something strange and leads the Scions to the outskirts of the forest, where some men and mutated wolves are camping. The fight is quick and the only survivor points to a nearby sawmill before running away.
For the first time ever, the PCs must face a corrupted Scion. Yuliya, badly beaten and passed out, is about to be killed. The PCs disarm the wicked Scion but the fight is somewhat clumsy for the sawmill is a tactical nightmare. A well placed gunshot by Elizabeth disables the Scion and they rescue Yuliya. A cryptic message from the corrupted Scion’s radio says to let him live: some interested parties will take care of him. Who they are is none of the PCs’ business. Jake kills him anyway; a sniper from out of nowhere shoots him as a warning not to do anything stupid. The Scions and Yuliya leave the place and head back to Vancouver, only to find out that Leo has been officially killed. Their general consesus is that the god had to change identity – or simply change his wordly form. Yuliya is now the interim manager of the Ashcroft Foundation. Somebody must have betrayed her to the Titans: nobody but a handful of operatives inside the Foundation knew about her mission. The giant Wolf the Scions have seen is the legendary Fenrir, from the Norse pantheon. Some cultists are trying to undo its mystical bindings, Gleipnir. To achieve their goal they have to unlock passageways throughout the world; so far, the PCs have secured one area but there are more to defend. Fenrir’s ghost was a sign of this awakening.
But first they must figure out who the mole is, otherwise their efforts to stop the Titan will be meaningless.

Leo ha di nuovo bisogno degli Scion per risolvere un problema legato alla sua Ashcroft Foundation. I suoi metodi di richiamo si fanno sempre più strani: ai PG compare un ufficio letteralmente dal nulla (chi aprendo la porta di casa, chi entrando in un bar), una sorta d’invito poco discreto ad ascoltare l’offerta di Leo. Tanto per ravvivare le loro già noiose vite da Scion, i PG entrano nei portali per ritrovarsi a Vancouver, Canada. Yuliya, la Scion di Ade incontrata in Nevada, lavora per la Ashcroft, una fondazione dedicata al monitoraggio delle attività dei Titani. La ragazza risulta però scomparsa e Leo vuole che i PG indaghino sull’accaduto. D’altronde, Yuliya non è una dilettante, e pensare che sia potuta incappare in una trappola è un’ipotesi poco piacevole. La sua ultima comunicazione è arrivata da una località a nord di Vancouver, una zona di caccia adesso spopolata in attesa dell’apertura della stagione. La cittadina è quindi deserta; solo un gruppo di lupi chiaramente mutati accoglie gli Scion. Dopo il combattimento, i PG sono sicuri di aver visto un lupo più grande e minaccioso in cima ad una collina, ma non saprebbero dire se si sia trattato di un’allucinazione o di realtà.
Trovano tracce di Yuliya nell’hotel della cittadina, insieme ad incisioni e scritti riguardanti un rituale necromantico: sembra infatti che la Scion di Ade volesse radunare dei non-morti per difendersi da qualcosa, scomparendo prima di poter attuare il suo piano. La mossa successiva dei PG li porta così al vicino cimitero Nativo-Americano. Mentre controllano le tombe, uno spirito guardiano chiede loro di non disturbare le sepolture. Tutt’altro che ostile, i PG acconsentono. Gli chiedono se abbia visto Yuliya o altri movimenti strani nell’area; lo spirito afferma di sì e si offre di mostrare loro dove. Li guida ai margini della foresta, dove si sono accampati degli uomini armati e dei lupi mutati. Sopravvive solo uno degli umani, che, sotto interrogatorio, ammette che Yuliya si trova in una segheria poco distante da lì.
Per la prima volta, gli Scion devono affrontare un loro simile, corrotto da qualcuno – o qualcosa. Yuliya, svenuta e in pessime condizioni, è in mano sua. Disarmano lo Scion corrotto prima che possa ucciderla ma la segheria si rivela un incubo a livello tattico; un proiettile ben piazzato di Elizabeth mette KO lo Scion e permette il salvataggio di Yuliya. Dalla radio dello Scion corrotto, una voce avverte i PG di lasciare lì il soggetto: il loro compito è esaurito ed è meglio che lascino la zona. Uno dei PG però non vuole saperne e finisce il corrotto. In tutta risposta, un cecchino appostato lì attorno gli spara un colpo d’avvertimento. I PG tornano così a Vancouver, dove scoprono che Leo è stato ufficialmente ucciso in un attentato; l’idea che si fanno è che il dio avesse bisogno di un cambio d’identità, o di una pausa dalle sue apparizioni nel mondo dei mortali. Yuliya diventa così il capo ad interim della Ashcroft. Spiega ai PG di essere andata sulle tracce di un culto il cui compito è quello di liberare il lupo Fenrir, delle leggende nordiche, dalla sua catena magica Gleipnir; la visione sulla collina era lui. Per impedire che accada, bisogna evitare che il culto sblocchi delle zone energetiche in giro per il mondo. I PG hanno evitato che si aprisse un’area ma ne restano altre. Tuttavia, qualcuno deve aver venduto Yuliya ai Titani: nessuno tranne un ristretto gruppo di agenti della Ashcroft sapeva della sua missione.
È tempo quindi di smascherare una talpa, o tutti gli sforzi per fermare il ritorno di Fenrir saranno vani.

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QuantumStar

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